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Bellmanssällskapet

La Stoccolma di Bellman

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La poesia di Bellman è ambientata quasi esclusivamente nell’area di Stoccolma. Nelle memorie dell’ammiraglio Carl Tersmeden, Bellman è menzionato come ”il poeta più famoso della città”. Seppur Carl Michael Bellman ci abbia lasciato da più di due secoli vi sono ancora molti luoghi nella capitale che hanno avuto importanza nella sua vita o nella sua poesia e che conservano alcuni tratti dell’epoca del poeta.

Di seguito vengono presentati alcuni ambienti bellmaniani ancora ‘intatti’ con testi e immagini esplicative.

Sono circa cinquanta i luoghi elencati nel libro Bellman var där (“Qui è stato Bellman”), Stoccolma (1997), scrittto dai membri dell’associazione di Bellman. Il libro è in vendita presso l’associazione di Bellman.

 

 
Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

 

Värdshuset Klubben [La locanda il ’Club’]

A Mälarhöjden, vicino alla sponda sud-ovest del lago Mälaren sul lato navigabile, e ad appena un miglio dal centro di Stoccolma, si trova la penisola di Klubben (“Il ‘Club’”), che fu a lungo luogo di sosta per i naviganti. Bellman la visitava con frequenza in quanto aveva dei parenti nel vicino podere di Hägersten. Nell’Epistola di Fredman n. 42 viene descritto come la compagnia gioca a carte nella locanda Klubben, eccezionalmente per essere Bellman, in un genuino ambiente invernale, nel quale ”det snögar och blir kallt” (“nevica e fa freddo”) e ”Vargar tjuta öfver alt” (“i lupi ululano dappertutto”).

Mälarhöjden, Stockholm

 



Text: Bo G. Hall Fernando Orellana

Fader Höks krog [L’osteria di Padre Hök]

A fianco della locanda Klubben a Mälarhöjden c’era ai tempi di Bellman un’osteria dal carattere semplice, descritta nell’Epistola di Fredman n. 49, dove il locandiere si chiama Padre Hök. Questi dà il benvenuto alla compagnia che arriva in barca sul Mälaren brulicante di altre imbarcazioni – una delle immagini più ricorrenti e affetuosamente descritte dal poeta. È famosa l’espressione ”Minsta vinkel osar finkel” (“Ogni angolo odora di acquavite”), che si riferisce al bollire dell’acquavite nelle case situate lungo le sponde del lago.

Mälarhöjden, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall Fernando Orellana

Hägerstens gård [Il podere di Hägersten] 

Il giudice Claes Arrhén von Kapfelman era sposato con la maggiore delle sorelle di Bellman Catarina Christina, e nel 1765 aveva comprato il podere di Hägersten, dove il poeta era assiduo visitatore. Dei numerosi soggiorni di Bellman qua sono rimasti molti testi. Ad esempio l’Epistola di Fredman n. 65 – una lettera in versi al benefattore del poeta, Elis Schröderheim, che contiene una scena con una divertente descrizione di caccia all’aperto, inviata dal podere di Hägerstens.

Axelsberg, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Årsta gård [Il podere di Årsta]

Durante un anno della sua giovinezza Bellman abitò con i suoi genitori nel podere di Årsta. Verso la fine della sua vita riallaciò i contatti con questo luogo e con la padrona, all’epoca Märta Helena Reenstierna, che aveva scritto un’interessante diario sulla sua vita nel podere. Bellman eseguì alcuni dei suoi versi per le feste delle fienagioni e venne da lei nominato il suo ‘poeta del podere’. Quando Bellman, nel 1794, si trovò in prigione nell’ala della guarnigione del Palazzo Reale ella gli fece mandare una bottiglia di vino di ciliegie per consolarlo.

Årsta, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Faggens krog [L’osteria di Faggen]

Sulla Gaveliusgatan vicino al parco di Vitabergen sull’isola di Södermalm è ubicata questa piccola costruzione dove la famiglia Fagge all’epoca di Bellman gestiva un’osteria molto apprezzata. Nell’Epistola n. 55 di Fredman c’è una descrizione di come un’allegra brigata passi il tempo giocando ai birilli e con altri intrattenimenti.

Gaveliusgatan 5 A, Östra Södermalm, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Fågelsången [Il podere di Fågelsång]

Bellman passava spesso il suo tempo fuori dalle mura cittadine di Stoccolma in quella che è oggi la località di Hägersten. Visitava volentieri il podere di Fågelsång sulla sponda ovest del lago Trekanten, abitato da sua sorella minore Fredrika Eleonora e da suo marito, il cassiere del Palazzo Reale Georg Stiernhoff. Non lasciatevi imbrogliare: quello che può sembrarvi l’edificio principale del podere è solo uno sfondo dipinto! L’ala destra è la vera casa d’abitazione.

Gröndal, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Ekensberg [L’osteria di Ekensberrg]

Nel ’700 l’importante tratto navigabile del Mälaren era costeggiato da locande a servizio dei naviganti. Una delle più famose si trovava in questa casa di Ekensberg (l’attuale quartiere di Gröndal). Bellman descrive con tratti vivi la vita di questa osteria nell’Epistola di Fredman n. 48 nella quale i tonfi delle palle del gioco dei birilli coprivano il russare degli ospiti della locanda addormentatisi con una pietra (!) per cuscino.

Ekensberg, Liljeholmen, Stockholm


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Stadsmuseet [Il museo della città di Stoccolma]

Il museo della città di Stoccolma a Södermalmstorg (la piazza di fronte al ponte che porta al Centro Storico), è ospitato nel magnifico palazzo che ai tempi di Bellman era l’edificio del Muncipio sud della città. Qua c’era una locanda nella cantina che il poeta visitava volentieri. Ed era qua dove si riuniva l’Augustiorden (l’ordine d’Agosto) del quale Bellman era presidente. La congregazione era stata istituita per elogiare la casa reale gustaviana. Qui venivano celebrati gli onomastici, i compleanni e la giornata del colpo di stato del re. È in tali circostanze che il poeta scrisse il seguente omaggio: ”Lefve Gustaf, vår Kung, vår Far! Så länge blod än finns i någon åder quar, Så rinne det till hans försvar!” (Viva Gustavo, nostro Re, nostro Padre! Finché il sangue scorrerà nelle nostre vene, Che scorra questo in sua difesa!)

Slussplan, Södermalm, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Källaren Gyldene Freden [La cantina dell’osteria della ‘Pace Dorata’] 

La leggendaria, e tuttora in funzione, locanda a Österlånggatan 51 nel Centro Storico di Stoccolma era naturalmente visitata con frequenza da Bellman. Fra l’altro è qua dove incomincia un giro tra le locande con i ‘Soldati di Bacco’ che inizia così: ”Förgyllda Freden – karl, bliv i leden! Härifrån på stund patrullen går.” (“Gyldene Freden – uomini, in fila! Da qui prontamente parte la nostra pattuglia”). Il più grande conoscitore di Bellman dei nostri tempi, Gunnar Hillbom, ha però manifestato qualche dubbio se Bellman abbia realmente scritto questo testo.

Österlånggatan 51, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Krogen Krypin [L’osteria  Krypin]

Una delle più famose tra le Epistole di Bellman è la n. 23 “Ach du min Moder!” (Ah, Madre mia!). Inizialmente viene lì descritto il triste mattino dell’alcolista, pieno di angoscia e di rimorso nel rigagnolo della strada fuori dalla locanda Krypin sulla Järntorget il Centro Storico. Dopo un po’ però riaprono le porte dell’osteria e l’atmosfera cambia... ”Hurra Courage! Lustigt Bagage! Friskt i flaskan, hej!” (“Urrà e coraggio! Qua il beveraggio! Ceffo, sii contento!). Una delle più belle interpretazioni di Fred Åkerström riguarda proprio questa Epistola.

Järntorget, Gamla Stan, Stockholm


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Gamla Riksbanken [La vecchia Banca del Regno] 

In gioventù Bellman intendeva lavorare per qualche ente statale. Lavorò per l’Ufficio dei Manufatti e per l’Ufficio della Dogana senza però avere particolare successo. Appena diciannovenne aveva cercato lavoro presso la Banca del Regno – in quest’epoca ospitata in questo edificio sulla Järntorget nel Centro Storico. Il protocollo della prova d’ingresso mostra che Bellman aveva difficoltà a distinguere tra il numeratore e il denominatore (!). Se la cavò meglio con le moltiplicazioni e alla fine potè quindi lavorare in banca per cinque anni.

Järntorget, Gamla Stan, Stockholm


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Krogen Rostock [L’osteria Rostock]

L’Epistola di Fredman n. 45 tratta della rissa avvenuta alla locanda Rostock, situata in questo edificio al numero 45 di Västerlånggaten nel Centro Storico. Qua venne attaccato e riempito di lividi Mollberg seduto come era a suonare una polka . Per di più si mise a commentare lo stato della Polonia. Il suo aggressore era dell’avviso che Mollberg  fosse interessato di politica – la prima divisione della Polonia ebbe luogo nel 1773 – e rispose adirato ”Hvad fan angå dej Pålens affärer?” (“Perché diavolo t’interessi degli affari di Polonia?”).

Västerlånggatan 45, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Stora Nygatan 20 [La casa di Stora Nygatan 20]

Bellman ebbe costanti problemi economici e la sua famiglia fu spesso costretta a traslocare. A questo indirizzo del Centro Storico visse il poeta e la sua famiglia tra il 1787 e il 1789. Qua venne composta la popolare ninna nanna ”Lille Charles, sov sött i frid” (“Piccolo Charles, dormi in pace”), pensata per il figlio della coppia appena nato, Carl.

Stora Nygatan 20, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Bellmans grav [La tomba di Bellman]

Bellman è seppellito nel cimitero di Klara. La targa commemorativa, decorata dal medaglione dell’amico Tobias Sergel, venne posta qui dall’Accademia di Svezia nel 1851. È accertato che i resti di Bellman sono sepolti in questo cimitero. Non sappiamo invece, dopo gli scavi effettuati nel ‘800, il posto esatto.

Klara kyrkogård, Norrmalm, Stockholm


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

 

Urvädersgränd [La casa di Urvädersgränd]

Nell’arco di alcuni anni molto produttivi durante la prima metà del 1770 Bellman visse in affitto in una mansarda in quella che oggi è la casa di Par Bricoles in Urvädersgränd vicino a Götgatspuckeln. Qua scrisse circa un terzo delle Epistole di Fredman, tra queste capolavori come la n. 33 ”Stolta stad” (“Gran città”) e la n. 25  ”Blåsen nu alla” (“Tutti, suonare!”).

Urvädersgränd 3, Södermalm, Stockholm


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Stora Sjötullen [La Dogana di Mare]

Långholmen è uno degli ambienti che ritornano più spesso nella poesia di Bellman. Il carcere femminile dell’isola vi appare non poche volte come un minaccia per Ulla Winblad. Nell’Epistola di Fredman n. 48 viene citata la Dogana di Mare ubicata sull’isola e ospitata in questa casa dal 1785.

Långholmen, Stockholm


Text: Bo G. Hall, Foto: Fernando Orellana

Stora Henriksvik [La casa del doganiere]

La Dogana di Mare si trovò per molti anni a Stora Henriksvik dove vi erano anche l’ufficio e l’abitazione del doganiere. Negli ultimi anni, dopo un ampio restauro, è stato istituito in questa casa un piccolo museo di Bellman su iniziativa di privati e in collaborazione con l’associazione per la memoria di Bellman (Sällskapet Bellmans Minne).

Långholmen, Stockholm


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Apotekarehuset eller Apotekshuset [La casa del farmacista o la farmacia]

La farmacia fu costruita nel 1741 come casa del direttore del cantiere navale ed era la prima casa in pietra della zona. Gli interni, con le pitture di cineserie eseguite negli anni ‘60 del ‘700 quando de Chapman viveva qui, ispirarono l’Epistola n. 22 di Bellman, ”Till the nybyggare på Gröna Lund” (“Ai colonizzatori di Gröna Lund”). Anche alcuni motivi dell’Epistola n. 25 di Bellman “Blåsen nu alla” (“Tutti, suonare!”) sono ispirati alla Casa della farmacia, dove ancora oggi vi sono delle pitture a muro nelle quali è rappresentato l’elemento dell’acqua in corrispondenza del dipinto di Boucher Il trionfo di Venere, che il consigliere di stato e presidente della cancelleria Carl Gustaf Tessin aveva comprato, e che è tuttora conservato a Stoccolma. Nell’edificio vi è attualmente l’amministrazione del luna park, Gröna Lund.

Lilla Allmänna gränd 3, Djurgården, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Mjölnargården [Il podere del mugnaio]

Il podere del mugnaio risale agli inizi del ‘700 e faceva un tempo parte di una cava mineraria nella quale era anche compresa la casa di Bellman. Per un periodo nel ‘700 vi fu un’osteria. Il luna park Gröna Lund usa l’edificio oggi come una caffetteria.

Lilla Allmänna gränd 10, Djurgården, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Bellmanhuset på Djurgården [La casa di Bellman a Djurgården]

La casa di Bellman a Djurgården faceva parte insieme al podere del mugnaio ed altri edifici, oggi perduti, al complesso che faceva capo al cantiere navale. Il famoso boschetto (in svedese ‘lund’) era probabilmente ubicato tra le due case, in quella che oggi è l’area del luna park. Nella stanza del frontespizio il soffitto e le pareti sono probabilmente opera di Petter Lorenz Hoffbro. Nella zona del cantiere c’erano delle osterie per i dipendenti e i visitatori, ed è qui, o nel podere del mugnaio, dove è ambientata l’Epistola di Fredman n. 62 ”Angående sista balen på Gröna Lund” (“A proposito dell’ultimo ballo al Gröna Lund”) e l’Epistola di Fredman n. 12 ”Elegie öfver Slagsmålet på Gröna Lund” (“Elegia sulla rissa al Gröna Lund”).

Långa gatan 4, Gröna Lund, Djurgården, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Bellmanbysten [Il busto di Bellman a Djurgården]

L’osteria Bellmansro bruciò nel 1952 e da allora non è stata ancora  ricostruita. Il nome dell’osteria deriva dal busto scolpito da Johan Niclas Byström su modello del medaglione di Sergel, e che venne inaugurata nel 1829 in ”en plats där Bellman tyckte om att sitta under en ek” (“un punto dove Bellman era solito stare seduto sotto una quercia”). Rimane il dubbio se  all’epoca si potesse essere sicuri di una cosa del genere. Il busto è la prima scultura pubblica in Svezia dedicata a un personaggio non facente parte della casa reale. La data dell’inaugurazione è il 26 luglio, ancora oggi la giornata di Bellman a Stoccolma.

Bellmansro, Djurgården, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Bellmanstaty [La statua di Bellman]

Hasselbacken  prende il  nome dai giardini di noccioli (‘hassel’) che vennero abbattuti nel 1792, vicino all’osteria che per un periodo si chiamò Dunderhyttan, e che era un punto d’incontro per le escursioni all’epoca di Bellman. La statua è una replica in bronzo dell’originale di Alfred Nyström in zinco che è oggi situata a Kräftriket. Fu August Strindberg a fare da modello alla statua del 1869.

Hasselbacken, Djurgården, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Nummerlotteriet [Il gioco del Lotto]

Bellman divenne il segretario del Lotto, che era stato precedentemente istituito da Gustavo III e che qui aveva i suoi locali, nel 1773. Tenne questo incarico fino alla sua morte. Si dice che in alcuni periodi affittasse la sua posizione in cambio di una metà dello stipendio. È grazie a questo incarico che Bellman poteva fregiarsi del titolo di ”Kungl. Hof-Secreterare” (“Segretario reale”).

Svartmangatan 9, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Högvakten, norra flygeln [Ala nord della guardia di Palazzo)]

Per dieci settimane durante la primavera del 1794 Bellman rimase prigioniero nell’ala nord del Palazzo Reale di Stoccolma per un debito di 102 riksdaler (‘reali’). Come impiegato statale non era obbligato a scontare la sua pena nella prigione di Hornsgatan. Il locale era comunque umido e freddo anche se il letto, come Bellman racconta scherzosamente, era in passato stato quello di re Fredrik. La cella aveva una finestra che dava sulla facciata posteriore. Qua scrisse il suo Levernesbeskrivning (La Storia della sua vita) e bevve il vino di ciliegie portatogli dalla padrona del podere di Årsta.

Stockholms slott, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Hemma hos Palmstedts [A casa dei Palmstedt]

Al primo piano della stanza ad angolo abitava l’amico d’infanzia di Bellman, l’architetto Erik Palmstedt e la sua moglie Gustava. Negli anni ’90 del ‘700 avevano luogo qui le colazioni della signora Gustava a cui partecipavano insieme allo scrittore Carl Gustaf af Leopold, il compositore Joseph Martin Kraus, l’organista Johan Wikmanson, gli artisti e fratelli Elias e Johan Fredrik Martin e infine lo stesso Bellman. Qui si esibì Carl Michael con la moglie Lovisa Bellman nella cantata ”Fiskarestugan” (“La capanna del pescatore”) di Kraus e Bellman, dedicata a Gustava.

Svartmangatan 22, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Ehrenstrahlska huset [La casa di Ehrenstrahl]

La casa di Ehrenstrahl risale al ‘600 e fu costruita dal pittore di corte David Klöcker Ehrenstrahl. Fu in seguito possesso di Peter Hinrich Fuhrman che vi aprì una locanda dove Bellman, Tobias Sergel e Erik Palmstedt erano clienti abituali. Fuhrman era, tra l’altro, il padrigno di Engela Friedlein, madre della moglie di Bellman. La casa, come quella di Palmstedt, era situata sulle mura del vecchio convento dei frati neri (Svartbrödraklostret) ed è attualmente parte della chiesa della cattedrale.

Svartmangatan 22, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Maria kyrka [La chiesa di Maria]

Nel quartiere ad ovest della chiesa nacque Bellman e crebbe nella casa che oggi si trova a Bellmansgatan (‘Via Bellman’). Nella chiesa venne battezzato con il nonno materno, il pastore Michael Hermonius, come padrino. Dalla casa della sua infanzia Bellman si recava attraverso il cimitero per recarsi dalla nonna e dal padre materno che vivevano nell’abitazione del pastore. L’Epistola di Fredman n. 81 ”Märk hur vår skugga” (”Vedi che tenebra”) è ambientata nel giardino della chiesa di Maria.

Hornsgatan, Södermalm, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Katarina kyrka [La chiesa di Katarina]

Sia l’Epistola n. 38, ”Undan ur vägen” (”Largo, scansarsi!”) che l’Epistola n. 54, ”Aldrig en Iris” (”Mai qui un’Iris”), dedicate al funerale del caporale Bomas, sono ambientate nel cimitero di Katarina.

Högbergsgatan, Södermalm, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Platsen för krogen Terra Nova [L’osteria Terra Nova]

L’osteria per marinai Terra Nova era situata nella casa sul fondo. Qua è ambientata l’Epistola di Fredman n.5 ”Til the trogne Bröder på Terra Nova i Gaffelgränden” (”Al fidato fratello del Terra Nova nel Gaffelgränd”) che incomincia con ”Käre bröder, så låtom oss supa i fred” (“Caro fratello lasciaci bere in pace”). Anche il secondo numero del giornale satirico Hwad Behagas? parla del Terra Nova.

Gaffelgränd, Gamla Stan, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Platsen för krogen Amsterdam [L’osteria Amsterdam]

L’Epistola di Fredman n. 78 ”Fägne-Spel på Fader Didriks Namnsdag år 1780, sammanställt på Amsterdam, et Näringsställe i Stora Hopar gränd” (”Composizione per l’onomastico di Fader Didrik l’anno 1780, scritta all’Amsterdam, osteria del vicolo Stora Hopar”), che incomincia col verso ”Knappt Jeppe hant ur gluggen gå in” (”Jeppe non era neanche appena entrato dalla porta”), è ambientata qui. Nei giornali parodistici come il Dagligt Allahanda för den 24 Augusti 1773 e l’Inrikes Tidningar, Stockholm, Torsdagen den 5 September, År 1782 Bellman scherza sul fatto che la locanda porti lo stesso nome della città di Amsterdam. Non sappiamo il punto esatto del vicolo in cui si trovava l’osteria dei marinai. 

Stora Hoparegränd, Gamla Stan, Stockholm

 



Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Krogen Clas på Hörnet [L’osteria di Clas all’angolo]

L’osteria di Clas all’angolo aprì nel 1731 e prende il nome dal primo proprietario Clas Browall. Ai tempi di Bellman l’amico dell’autore, Petter Helin, aveva portato conduceva con successo l’osteria, che è nominata più volte nelle poesie e nelle opere teatrali di Bellman. Qua si riuniva l’ordine di Par Bricole di cui Bellman faceva parte, e qua Bellman declamava poesie in lode dei suoi amici, tra cui lo stesso proprietario dell’osteria. L’originaria locanda è stata demolita e del giardino intorno ad essa è rimasta solo questa costruzione che dal 1984 ospita un ristorante.

Hörnet av BirgerJarlsgatan/Surbrunnsgatan, Vasastan, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Krogen Lilla Hornsberg [La piccola osteria di Hornsberg]

Il castello di Hornsberg venne fatto costruire dal feldmaresciallo Gustaf Horn nel ‘600. Negli anni ’60 del ‘700 una parte del castello divenne Lilla Hornsberg (‘La piccola Hornsberg’), un’osteria per marinai detta Fördärvet (‘La rovina’), ideale per le escursioni fuori dalle mura cittadine. Nel luglio del 1779 Bellman scrisse qui un impromptu e fu da qui che nel 1793 mandò un biglietto in versi agli amici Kempensköld a Tjälvesta, indicando come indirizzo del mittente Tripoli e come mittente un domestico di casa Kempensköld. La metà della casa più vicina nella foto è parte della parte più antica, possibilmente del ‘600.

Hornsbergs Strand 22, Kungsholmen, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Börshuset [L’edificio della Borsa]

L’edificio fu disegnato ed eseguito da Erik Plamstedt architetto e amico di Bellman tra il 1767 e il 1778. La Borsa con la sua grande ‘sala della Borsa’ era il primo locale per le feste della città. Qua veniva la fidanzata di Bellman Lovisa alle mascherata della borghesia. Il fidanzato rimaneva a casa a scrivere un piccolo elogio in rima per il suo ritorno. Nella poesia egli la incita a far cadere la sua maschera durante la mascherata per far vedere ai partecipanti la propria bellezza in modo che non vi siano dubbi su chi è la più bella.

Stortorget, Gamla Stan, Stockholm

 

 

Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Kräftriket [L’osteria di Kräftriket, ’il regno dei gamberi’]

L’osteria di Kräftriket, anche chiamata ‘Första torpet’ (‘Il primo podere’, vale a dire il primo podere fuori dall’attuale Roslagstull) o ‘Katrineberg’ era conosciuta per i suoi ottimi gamberi. All’inizio del 1790 era il ritrovo preferito per un ‘piquenique’ fuori città in quanto offriva una bella vista sul territorio reale di Haga. Qua si svolge l’Epistola di Fredman n. 80 ”Liksom en Herdinna” (”Tal quale pastorella”). August Strindberg fece da modello per la statua in zinco di Alfred Nyström.

Kräftriket, vid Roslagstull, Stockholm

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

 

Turkiska paviljongen [Il padiglione turco]

Nella ‘gamla Haga’ (‘vecchia Haga’) il re incominciava il suo soggiorno nel parco di Haga prima che il padiglione fosse terminato e prima che la costruzione del nuovo palazzo avesse inizio. Nel ‘chiosco’ turco – anche il termine un prestito dal turco – che Gustavo III aveva fatto disegnare a Louis Mareliez, venne eseguita, l’ultimo dell’anno del 1789, la tragedia Dramatiska sammankomsten (L’incontro drammatico) incentrata sulle discussioni degli attori del Kungliga Dramatiska Teatern (Il teatro d’Arte Drammatica) sui repertori, sugli stessi attori, sui costumi di scena ma soprattutto sul nuovo regolamento di teatro. Gli attori del Dramaten inpersonavano loro stessi e concludevano con un omaggio al re.

Gamla Haga, Hagaparken, Solna

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Gustaf III:s paviljong och Ekotemplet [Il padiglione di Gustavo III e il tempio di Eco]

Del castello pianificato ad Haga vennero portate a termine solo le fondamenta. Un posto di ‘governante’ (‘åldfru’) non era forse neanche stato contemplato ma Bellman scrisse lo stesso una supplica perché si tenesse in conto la sua Lovisa in caso di assunzione e vi aggiunse l’oggi conosciutissima canzone di Haga, il Canto di Fredman n. 64 ”Fjäril’n vingad syns på Haga” (“Farfallina vedi a Haga”). Il castello non venne poi mai costruito, nessun posto di ‘governante’ istituito e oggi rimangono solo il padiglione del re e il tempio di Eco – uno dei gioielli del canto svedese.

Hagaparken, Solna

 


Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Karlbergs slott [Il castello di Karlberg]

Tra tutti gli ordini di cui Bellman fu ‘broder’ (‘fratello’, membro) quello di Agosto era il più coinvolto politicamente, in quanto dedicato alle lodi e alla memoria del colpo di stato di Gustavo III del 19 agosto 1772. L’ordine si riunì nel municipio sud, a Sabbatsberg, e qua nel castello reale di Karlberg, nell’aranciera oggi andata persa. In un appartamento nell’ala est dell’aranciera abitò per alcuni periodo Bellman con la propria famiglia.

Karlbergs slott, Stockholm

 




Text: Olof Holm, Foto: Fernando Orellana

Elfsvik gård, Lidingö [Il podere di Elfsvik, Lidingö]

Il podere di Elfsvik venne comprato dal orafo reale Petter Widman e dalla sua famiglia. Widman e Bellman erano amici e ‘fratelli’ dell’ordine di Arla Coldinu, e allo stesso tempo sostenitori di Gustavo III. Fino alla morte di Widman nel 1791 Bellman fu ospite assiduo a Elfsvik dove pianificò intrattenimenti e scrisse del luogo in varie canzoni, come il canto degli abitanti di Lidingö ”Glada bygd så täckt belägen” (“Felice paese, felicemente ubicato”), il primo dei canti di Bellman a usare la melodia che oggi ricolleghiamo a ”Fjäril’n vingad” (“Farfallina”), (cosa che nessun abitante di Lidingö può lasciare di far notare). Anche il Canto di Fredman n. 21 ”Så lunka vi så småningom” (”Veniam bel belli e placidi”) venne cantato qui per la prima volta.

Elfsvik, Lidingö

 

 

 

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